Farine più "ruvide"
Scelte per garantire la giusta estensibilità e resistenza durante la lavorazione.
Un impasto ad hoc
Diverso da quello della pizza, lavorato in più fasi e con metodologie specifiche pensate per il panuozzo.
Una cottura "più dolce"
Mi consente di cuocere al meglio gli ingredienti interni, conferire croccantezza esterna ed esaltare gli elementi nella loro complessità.
Tradizione e sperimentazione
Punto su proposte tradizionali e su sperimentazioni innovative con preparazioni gourmet.
Filiera corta ed eccellenze territoriali
Opto per prodotti freschi a filiera corta ed eccellenze locali, possibilmente BIO, DOP, DOC.
Anche in questo caso cerco di ridurre al minimo gli sprechi e di portare avanti una visione etica e sostenibile del cibo.
01
Idratazione elevata
Un livello di idratazione intorno al 75%, per una buona digeribilità.
02
Alveolatura diffusa
Struttura alveolata uniforme, che si estende dal centro al cornicione in modo omogeneo.
03
Sezione ad alveare
Una "sezione" molto visibile, fatta da una trama di piccoli e medi alveoli.
04
Base e cuore
Base leggermente croccante e cuore morbido, vaporoso e soffice.
Per la preparazione del panuozzo, parto dalla tradizione gragnanese ma mi lascio ispirare anche da alcune tecniche tipiche della ‘’ pizza contemporanea’’ , soprattutto in relazione al topping. Per distinguermi rispetto alla massa e creare un panuozzo di elevata qualità, ho lavorato su vari aspetti — impasto, lievitazione, scelta delle farine, cottura dolce, sapidità, lavorazione, scelta degli ingredienti — e sono diventato uno dei maggiori esperti in panuozzi. Negli anni ho partecipato a vari eventi a livello mondiale e ho portato il mio panuozzo in numerosi festival e manifestazioni culinarie.
Per conoscere meglio questa eccellenza del teritorio campano, leggete l'articolo dedicato al panuozzo contemporaneo in stile gragnanese (genesi, impasto, lievitazione, idratazione, cottura, materie prime)..