Il mio panuozzo: ricerca delle materie prime, prodotti di eccellenza e preparazioni gourmet

Nel 2005 ho iniziato a lavorare ‘’Ai 3 Monelli’’  (la pizzeria di famiglia aperta dai genitori di Arianna),  prima di allora non avevo mai lavorato in pizzeria e soprattutto  non avevo mai  preparato il panuozzo; ne avevo mangiati tanti ma non  mi ero mai cimentato nella lavorazione e nella preparazione di questo prodotto tipico della tradizione gragnanese.  Se per la pizza avevo avuto esperienze pregresse ( preparata per diletto nella cucina di casa o per studio nelle aule della scuola alberghiera ) per il panuozzo ho dovuto imparare tutto da zero, partendo dalle tecniche di base (lavorazione, lievitazione, idratazione) per poi passare   alla stesura,  alla farcitura e alla gestione della doppia cottura.  Anche in questo caso i miei esordi  sono stati complicati e poco felici ma col passare del tempo la situazione è migliorata ed oggi, a distanza di oltre venti anni,  il panuozzo è diventato uno dei miei ‘’cavalli di battaglia’’.

 

 

Il mio panuozzo tra passato e futuro: identità, equilibrio organolettico, fragranza e lavorazione artigianale

Impasto, scelta delle farine e delle materie prime

 

Per la creazione del ‘’mio panuozzo’’  (ma anche della mia pizza) mi  rifaccio  allo stile e alla tradizione gragnanese ma non totalmente: parto da quella base per poi discostarmi e creare un prodotto tutto mio.  Per creare un panuozzo  contemporaneo di elevata qualità che sia fragrante,  morbido all’interno e croccante all’esterno ho  sviluppato un impasto ad hoc che viene lavorato in più fasi ed ho scelto farine più  ‘’ruvide’’   per garantire la giusta ‘’estensibilità e resistenza  e  dare maggiore intensità e aromaticità all’impasto (soprattutto farine di tipo 1 e farine semiintegrali  poco raffinate,lavorate in modo artigianale e macinate  a pietra).

Doppia cottura

 

Il panuozzo si caratterizza per la doppia cottura  che contribuisce a  renderlo morbido all’interno e croccante all’esterno (nella prima fase  il panuozzo viene cotto  per circa tre minuti e si estrae; nella seconda fase si farcisce e si rimette in forno).  Per la preparazione del  panuozzo utilizzo una cottura ‘’dolce’’ , con temperature più basse e tempi  leggermente più lunghi, la cottura dolce,  mi consente di:

  • Cuocere al meglio gli ingredienti interni
  • Conferire croccantezza esterna
  • Esaltare l’impasto e dare maggiore  fragranza
  • Sperimentare nuovi topping e preparazioni.
Farcitura, topping e preparazioni gourmet

 

Per quanto concerne il topping cerco sempre un equilibrio tra tradizione e contemporaneità

 

  • Per la farcitura propongo ricette tradizionali e sperimentazioni innovative con preparazioni gourmet (lavoro sulle consistenze, “gioco” su contrasti di temperature e sapori, propongo  cotture diversificate e farciture a crudo)
  • Per gli ingredienti opto per prodotti freschi ed eccellenze territoriali  (possibilmente BIO, DOP, DOC o prodotti IGP).
Informazioni sintetiche sul mio panuozzo

 

  • Idratazione al 70 %   (per la mia  pizza  arrivo  al 75%  circa)
  • Struttura alveolata diffusa, con un ‘’ cuore’’ fragrante, morbido e soffice ed una parte esterna croccante
  • Lunghezza: circa 60 centimetri
  • Impasto poco sapido
  • Lievitazione di circa 24 ore a temperatura controllata
  • Prima cottura (cottura del panetto): 380 gradi  per  3 minuti circa 
  • Seconda cottura: 380 gradi per 1 minuto con forno aperto (più 3 minuti con forno chiuso)
  • Per gli ingredienti opto per prodotti freschi ed eccellenze territoriali  (possibilmente BIO, DOP, DOC o prodotti IGP).

 

Quando preparo i panuozzi, in linea di massima  parto da questi aspetti paradigmatici  per poi, eventualmente, modificare i vari elementi in base e adattarli  alle caratteristiche del prodotto da preparare, alla specificità della ricetta e alle proprietà organolettiche degli ingredienti; perché, come dico sempre, ogni panuozzo e ogni pizza hanno una loro identità e una loro storia.Anche in questo caso, come per tutte le pietanza che propongo, cerco di ridurre al minimo gli sprechi  ed di promulgare una  visione etica  e sostenibile del cibo che va sempre rispettato,perché come diceva mia nonna Filomena: ‘’ buttare il cibo è peccato’’.

 

Per approfondire  e  avere  maggiori dettagli sulla cucina e i valori di  Alessio Pepe  (cultura del cibo, sostenibilità e valori etici legati al cibo, ricerca della qualità e delle eccellenze, pizza e panuozzo, ricette e consigli utili,) cliccate sui link in basso  e leggete i vari articoli del blog.

 

La pizza contemporanea di Alessio Pepe, lo chef pizzaiolo:  curiosità e  approfondimenti sulla nuova pizza gragnano style.

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