La ‘’mia pizza contemporanea in stile gragnanese’’: lavorazioni artigianali, materie prime di eccellenza e preparazione gourmet

Il mio percorso da pizzaiolo professionista inizia  nel 2005, quando mi fidanzo ufficialmente con Arianna e dalle cucine dei ristoranti  mi trasferisco nella pizzeria della sua famiglia (Ai Tre Monelli). In questi  anni ho  lavorato su vari aspetti per  perfezionare  la  mia pizza,  ricercare il giusto equilibrio organolettico  e creare un prodotto di qualità  che  si identificasse  con la ‘’mia visione del mondo’’ e coi  miei canoni culinari.

Dopo  anni di prove, errori e aggiustamenti, ho deciso di ‘’alzare l’asticella’’ e   proporre  una  mia versione di   ‘’ pizza  contemporanea ’’;  il prodotto che  presento oggi è frutto di  uno studio ventennale ed  affonda le sue radici nell’entroterra napoletano, in particolar modo nell’ area gragnanese:   patria della pasta e di grandi panificatori che hanno esportato ‘’ l’arte bianca’’ in tutto il mondo.  La ‘’mia pizza contemporanea in stile  gragnanese’’ guarda al futuro nel rispetto della tradizione  e  si caratterizza per

  • Attenzione per la scelta delle materie prime (prodotti a filiera corta,  eccellenze del territorio, alimenti artigianali prodotti da piccole realtà locali, produzioni di qualità)
  • Metodologie e lavorazioni artigianali classiche che si fondono con  le nuove tecniche di fermentazione  e preparazione (impasto, lievitazione, idratazione)
  • Studio dei condimenti e preparazione del topping, anche in chiave gourmet (su questo aspetto ha molto influito il mio background da chef).
  • ’Cottura dolce’’
  • Rispetto per la materia prima, etica del cibo, sostenibilità e riduzione degli sprechi.

 

La mia pizza tra  passato e futuro : caratteristiche, idratazione, lievitazione, lavorazione e topping

Per la creazione della mia pizza parto della tradizione gragnanese per poi inserire alcuni elementi legati allo ‘’ stile napoletano’’ e alla ‘’pizza contemporanea’’, (soprattutto per il topping). La ‘’mia  gragnansese contemporanea’’   ha una base leggermente croccante e  un ‘’cuore morbido,vaporoso e soffice’’;  ha  una struttura alveolata diffusa  e  una ‘’sezione’’ costituita  da una trama di piccoli e medi alveoli (simile ad un alveare). 

 Per esaltare l’alveolatura interna e la morbidezza  ho puntato su

  • un livello di idratazione alto
  • una lavorazione specifica
  • una cottura leggermente più lunga ma ad una  temperatura più bassa

 

La  cottura  ‘’più dolce’’ e meno invasiva  rende soffice l’impasto,  favorisce  l’evaporazione dell’umidità superflua  e  mi consente  di  creare un prodotto più  ‘’equilibrato’’ e digeribile. (su questo aspetto influiscono anche: l’idratazione alta,  la scelta delle materie prime e la lavorazione dell’impasto). Come  accade da tanti anni a questa parte, anche per le pizze che preparo  cerco di ridurre al minimo gli sprechi  e di promulgare una  visione etica  e sostenibile del cibo che non deve essere buttato o sprecato.  Per quanto riguarda l’impasto, utilizzo un blend di farine poco raffinate (soprattutto di  ‘’tipo 1’’ e ‘’tipo 0’’), lavorate in modo artigianale e macinate  a pietra. 

Per la scelta dei condimenti,  lavoro su un doppio binario

  • Nella preparazione delle pizze classiche ( ‘’marinara’’, ‘’margherita’’,  ‘’cosacca’’, ‘’pizza  semplice’’) cerco di   rispettare  la tradizione e di lavorare al minimo  la materia prima usando prodotti freschi e ben bilanciati (propongo  le  pizze classiche condite con pochi ingredienti  e con prodotti  tipici di alta qualità, cercando di valorizzare al massimo  le eccellenze  del territorio).

 

 

Caratteristiche sintetiche della ‘’mia pizza  contemporanea in stile gragnanese’’

 

  • Base lievemente croccante
  • Cornicione leggermente alto
  • Struttura alveolata diffusa ed uniforme che si estende  dal  centro al cornicione in modo omogeneo
  • Idratazione intorno al 75%
  • Impasto e farine: blend di farine poco raffinate (soprattutto di  ‘’tipo 1’’ e ‘’tipo 0’’) lavorate in modo artigianale e macinate  a pietra. 
  • Lievitazione lunga, circa 48 ore a temperatura controllata
  • Tempo di cottura nel forno a legna: 200 secondi circa
  • Temperatura del forno a legna: 390 gradi circa
  • Per la stesura della pizza non utilizzo la ‘’tecnica dello schiaffo’’, tipica della scuola napoletana, ma lavoro l’impasto con i polpastrelli.

 

Ovviamente alcuni di  questi aspetti possono variare in base alle caratteristiche della pizza, alle  specificità della ricetta e alle proprietà organolettiche dei singoli ingredienti, perché, come dico sempre, ogni pizza è diversa, ogni pizza ha una sua identità, una sua storia e un suo sapore.

Per approfondire  e  avere  maggiori dettagli sul  ‘’mondo di  Alessio’’  (sostenibilità e valori etici legati al cibo, ricerca della qualità e delle eccellenze locali, storie di cucina e consigli utili,) cliccate sui link in basso  e leggete i vari articoli del blog

Pizza e panuzzi,  etica e cultura del cibo, sostenibilità, eccellenze territoriali e ricette: il blog di Alessio Pepe, lo chef pizzaiolo.

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